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Intesa Sanpaolo

Progettazione dell'area riservata e del sistema di personalizzazione dei contenuti per il principale gruppo bancario italiano.

Ruolo: UX/UI Designer
Azienda: Accenture Song
Anno: 2023

Contesto: un sito che voleva diventare un'esperienza

All'interno di Accenture Song ho lavorato in un team multidisciplinare dedicato all'ecosistema digitale del Gruppo Intesa Sanpaolo. Il progetto riguardava la progettazione dell'area riservata di gruppo.intesasanpaolo.com: uno spazio editoriale ricco di contenuti, progetti, podcast, webserie, eventi che però non offriva agli utenti un modo per organizzarli, salvarli o riceverli in modo personalizzato.

La sfida: trasformare una visita in un rapporto continuativo

Il sito esisteva, i contenuti c'erano, ma mancava uno strato di personalizzazione che rendesse l'esperienza rilevante nel tempo. L'obiettivo era progettare un'area riservata che si adattasse agli interessi di chi la usava, non una semplice login, ma un punto di contatto continuativo tra l'utente e il Gruppo. Dietro alla personalizzazione c'era anche un obiettivo di business preciso: incentivare la registrazione per acquisire dati di prima parte sui visitatori, trasformando traffico anonimo in utenti profilati e misurabili attraverso KPI concreti come tasso di registrazione, ritorno e coinvolgimento con i contenuti.

Il mio ruolo

Ho progettato l'intero flusso, dall'entry point alla registrazione, fino alle singole sezioni dell'area riservata e alle funzionalità trasversali, in stretto contatto con il team di sviluppo e il team di growth strategy.

Accessibilità: un vincolo di partenza, non un layer finale

In quel periodo le banche erano tra i pochi settori obbligati per legge a rispettare le linee guida AGID, il che significava che l'accessibilità non era qualcosa da aggiungere a fine progetto, ma un vincolo per ogni scelta di design. Contrasti cromatici, stati di focus, etichettatura dei form, comportamento dei pop-up, navigazione da tastiera: ogni componente veniva progettato e verificato con questo standard in mente. Da quell'esperienza ho maturato una sensibilità concreta sull'accessibilità che porto in ogni progetto, anche quando non è un requisito esplicito.

Le scelte di design

01 — Frizione minima, personalizzazione massima

In fase di registrazione ho scelto di chiedere il minor numero di dati possibile. L'unica "richiesta extra", la selezione degli interessi, non è un dato burocratico: è il motore della personalizzazione. Serve all'utente prima ancora che al sistema.

02 — Personalizzazione dal primo accesso

Chiedere gli interessi durante la registrazione permette di offrire contenuti rilevanti già alla prima visita, senza aspettare che l'utente costruisca uno storico. Ma la personalizzazione non si limita all'area riservata: gli interessi selezionati influenzano l'intera esperienza sul sito, che riconosce l'utente autenticato e adatta i contenuti proposti in ogni sezione in base al suo profilo. La sezione "Suggeriti per te" è il punto più visibile di questo sistema, ma la logica attraversa tutto il sito.

03 — Raccomandazione comportamentale

La sezione "Lasciati sorprendere" si basa sui comportamenti: se un utente salva contenuti sulla sostenibilità tra i preferiti, il sistema propone altri contenuti sullo stesso tema. Un layer di discovery che evolve nel tempo, senza azioni esplicite da parte dell'utente.

04 — Aggiungi ai preferiti come hook di login

"Aggiungi ai preferiti" è visibile anche agli utenti non registrati, ma al tap apre il pop-up di login. La funzionalità diventa così una leva naturale per incentivare la registrazione, nel momento in cui l'utente ha avuto un'intenzione concreta.

05 — Condividi senza barriere

"Condividi" è disponibile senza login per massimizzare la circolazione organica dei contenuti del Gruppo, indipendentemente dallo stato di autenticazione.

Cosa ho imparato

Lavorare su un progetto di questa scala per una delle banche più grandi d'Europa, in un team strutturato con figure di sviluppo e growth strategy, mi ha insegnato che le migliori scelte di design non sono quelle che soddisfano solo l'utente o solo il business, ma quelle in cui i due obiettivi si rinforzano a vicenda. Lavorare in questo contesto mi ha dato una lente che uso ancora oggi: prima di ogni decisione di design, chiedermi quale problema risolve per l'utente e quale valore produce per il business.